KURINUKI – LABORATORIO DI CERAMICA

Laboratorio di ceramica, gesto e ascolto
condotto da Veronica Fabozzo

Domenica 4/10/2026 lavorazione 17:00-19:00

Giovedì 05/11/2026 riconsegna e condivisione 18:00-19:00

Il Kurinuki è una tecnica della ceramica giapponese nella quale la forma nasce dalla sottrazione.
Si parte da un unico blocco di argilla e, invece di costruire aggiungendo, si lavora la materia attraverso il gesto del togliere, del tagliare e dello scavare.
La forma non viene imposta alla materia: si lascia lentamente svelare, togliendo ciò che la nasconde e seguendo ciò che, in qualche modo, chiede di emergere.
Il gesto della mano diventa così un atto di ascolto. Entrare in relazione con l’argilla significa percepirne la resistenza, seguirne le possibilità, accogliere l’imprevisto e riconoscere il momento in cui fermarsi.
È in questo dialogo tra mano e materia che il fare può aprire anche uno spazio di ascolto interiore.
Come nella materia, anche dentro di noi può esistere qualcosa che non ha bisogno di essere aggiunto, ma piuttosto di essere ascoltato, liberato, portato alla luce. Il gesto della sottrazione diventa allora una possibilità per interrogarsi:
Cosa accade quando, invece di aggiungere, iniziamo a togliere?
Cosa scegliamo di lasciare andare?
Cosa vogliamo conservare?
Che cosa può emergere quando facciamo spazio?
Nel Kurinuki il vuoto diventa parte della forma. Lo spazio che si crea nella materia non è assenza, ma possibilità: è ciò che permette al contenitore di nascere. Allo stesso modo, il processo creativo può diventare uno spazio nel quale rallentare, osservare e lasciare che qualcosa si manifesti senza essere necessariamente previsto.
Non si cercherà una forma prestabilita o perfetta. Ogni partecipante lavorerà sul proprio blocco di argilla, lasciando che la forma emerga progressivamente nel dialogo tra mano, materia e intuizione.
Togliere non significa necessariamente perdere.
A volte significa liberare ciò che era già presente.
La ceramica diventa così non soltanto il risultato finale, ma un’esperienza del processo: attraversare la materia, incontrarne la resistenza, modificare, togliere, accogliere e infine riconoscere una forma che, passo dopo passo, si rivela.


UN MOMENTO DI CONDIVISIONE
Al termine delle due ore, il laboratorio si conclude con un breve momento di osservazione e ascolto.
Ogni partecipante sarà invitato a scegliere una parola, un pensiero o una sensazione affiorata durante il lavoro, da scrivere e portare con sé.
Da quel momento, mentre l’opera prosegue il suo percorso di trasformazione, anche l’esperienza continua nel tempo, lasciando spazio a ciò che potrà ancora affiorare.
Dopo 4 settimane ci ritroveremo con le opere finite per riprendere l’esperienza, osservando ciò che sarà emerso nel tempo tra la lavorazione e la riconsegna, e ciò che l’opera, ormai compiuta, potrà restituire.

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